∞ Stefanauss ∞

una sana overdose di me.

Archive for giugno 2008

Sul cucuzzolo del monte Sinai

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“Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo” (Es 20,17)

“Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” (Mt 5,28)

Professor Dio, io quella lezione ero assente: mi è morto il gatto, quella cavolo di macchina non…..

Scusi le scuse, non tengo mai ben presente chi sia lei dopotutto.

Dicevo: non c’ero e non sapevo che avrebbe interrogato, oltretutto troppo spesso ultimamente.

Non negare con me: non vi hai messo impegno alcuno.
– E’ vero. Ma il problema è un altro: sono troppo stupido, non afferro l’intero concetto. Come posso smettere di desiderare qualcosa?
Non desiderandola fin dal principio, come scritto sugli appunti che ho lasciato.
– Però avevo pensato… anche ottenerla può funzionare, no?
Vai dietro la lavagna, porca Eva.

E a proposito di donne, penso di poter craccare il sistema. Sessista com’è, il Prof non ha degnato di considerazione il desiderio femminile: pare che le donne possano guardare gli uomini per desiderarli senza per questo temere di vedersi intestato un appartamentino non arredato dal riscaldamento sempre acceso in Zona Sud.

E’ deciso, saranno loro a desiderare me. Un po’ come quando mandi il fratello maggiorenne a prendere la vodka.

Se non funge, Piano B: potrei amare il prossimo suo come sé stessa, per delega.

[Dedicato ad A. ed E.]

Written by stefanauss

giovedì.26.giugno.2008 at 2:42

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Solstizio di una lunga estate caldissima

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Da ricordare per la naturalezza con cui è venuta a galla la verità, inaspettata.

Il 21 Giugno a Crotone non è il giorno più lungo dell’anno; è il giorno che te lo fa venire più lungo dell’anno.

Written by stefanauss

domenica.22.giugno.2008 at 23:30

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Contrario alla discriminazione o discriminazione al contrario?

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Sabato sera, bar del centro.

Una signora di mezza età (Romilda, in questa sede), membra attiva della comunità rom, fatica non poco per tenere a bada i chiassosi figli (Romano e Romolo, in questa sede). La cassiera, una donna tarchiata con piccoli baffi tarchiati e capelli grigi e, indovina un po’ tarchiati, attira la loro attenzione con uno strilleto, porgendo il pacchetto di caramelle da 50 centesimi acquistato dalla signora poco prima e congedandosi con una smorfia all’insù della bocca.

Dopo aver diligentemente servito mezza fila dietro di me la cassiera tarchiata entra in una breve catalessi. Dopo mezz’ora di preliminari decido di rompere gli indugi e chiedere una ricarica telefonica da 20. La ricevo, preceduta da un’occhiataccia terribile, neanche avessi detto a quello dietro di me “Ehi, hai visto quant’è tarchiata la cassiera?”. Pago, aspetto il resto, e aspetto il resto, il resto mi aspetta, il resto è sbagliato, aspetto il resto, mi viene dato il resto. Ovviamente ringrazio, faccio per allontanarmi e vengo salutato da una smorfia all’infuori della bocca (un rutto, in questa sede).

E’ vero, solo uno stupido può discriminare.

Ma mi domando se si possa essere perfino troppo idioti per farlo.

Written by stefanauss

giovedì.12.giugno.2008 at 20:57

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