∞ Stefanauss ∞

una sana overdose di me.

Safety Car in this lap.

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Bhe, dunque, tutto sommato l’Uni procede.
E’ come mi aspetterei che fosse una scuola privata: meno casino, aule più grandi, orari implacabili e se perdi qualcosa caspi tuoi visto che paghi.
Seguo Calcolo, Algebra e Fisica. L’unica eccezione è Introduzione all’Informatica, perché uno sono 15 anni almeno che sono introdotto all’Informatica e due così ho il Giovedì tutto libero, come si diceva. E la partita del Giovedì sera è Sacra.

La vera cosa a cui è difficile rifare l’abitudine è la presenza di ragazze in classe: Dea, anche quel complesso di travi inclinate schematizzato sulla lavagna merita attenzione. Per questo posso dare la colpa unicamente alla sfortuna: gli ultimi tre anni li ho trascorsi in una classe decisamente troppo testosteronica, sebbene sia difficile immaginare qualcosa di più femminile del dimensionare il neutro di una linea trifase in bassa tensione (sul serio, esistono neutri pluri-accessoriati e in tantissime colorazioni). Se poi vogliamo farci del male ma del male davvero e rammentare l’ultima volta che la presenza fosse una bella presenza, una tizia da 7 secondi, allora la testa va alle 15 compagne delle medie (che crescendo sono poi divenute tutte materiale per Hugh Hefner). Ma si parla di 15 centimetri fa, in tutte e tre le dimensioni.

>> Il gioco delle coppie <<

I tandem fatti da Docente ed Esercitatori sono estremamente particolari. Almeno quello di Calcolo. Vecchie conoscenze. Il Francese e il Placco. L’ultima avvistamento risaliva al Premio Pitagora dell’anno passato, dove io e Maurice eravamo andati ad ammirare qualche scienziato passo in carne ed ossa con l’unico scopo non dichiarato di migliorare le nostre imitazioni. Le professeur è come un Albus Silente della Matematica, vuoi per la barba bianca, vuoi perché ha sempre in faccia il tipo di sorriso che uno vorrebbe avere quando muore. Non ha voluto dire qualche parola, ma ha riempito le sue lezioni di disegni sulla lavagna, più o meno ad accompagnare i momenti in cui si lancia in aneddoti e filosofia matematica: ed ecco comparire mele, pere, castagne, una locomotiva con matematici francesi al posto dei vagoni, ed infine un coniglio che, estratto da un cilindro, era impegnato in una metafora sul calcolo numerico pieno e sui trucchi e stratagemmi che ci servono per pervenire al risultato. Quel coniglio era decisamente più simile ad una mosca bianca, ad ogni modo molto più in forma dei criceti nelle nostre teste.
Le professeur Jacques è un uomo dalla sguardo dolce, ma di fermi principi. E’ sua ferma convinzione che fa parte dei suoi compiti abituarci ad essere attivi per molto più delle due ore che l’orario ci concede di passare avec Le Professeur. In fondo nessuno lavora per solo due ore al giorno e smette dopo pochi anni. Capita quindi che quella che ritenevo un’Istituzione, la campanella, soccomba e che una lezione di due ore ne diventi una di tre. Bel golpe, Jacques.

Alla fine i nostri sguardi si sono di nuovo incrociati. Razionalmente, non ne potrei essere del tutto certo con la sua abitudine a roteare gli occhi annoiato o a socchiudere le palpebre con pazienza molto finta, ma ci conosciamo. I primi cinque secondi di conversazione tra me e lui:

≫ (mi vede).. -_-
≫ Anche io sono felice di vederla.
≫ Chi ti dice che io sia felice di vederti?
≫ Lei non nasconde bene le emozioni.

Segue lezione da autentico Dottor House fatto Professore, quindi ordinaria routine tra umiliazioni a giovani e affascinanti studentesse, malcelate allusioni al nostro futuro precario ed in generale quella voglia eccitata di evidenziare la nostra inadeguatezza a vivere. Magnifico xD.
Mi ci sono fermato dopo a parlare con Antonello, una bella chiacchierata. Dopo due anni a Catanzaro (città totalmente inadeguata ad un concerto di musica Hip-Hop tra le altre cose, ergo inutile) sarebbero state scusabili anche delle difficoltà di respirazione, invece sbuffava sicuro e deciso tra un racconto e l’altro. Mi ha raccontato che probabilmente tornerà a Crotone, ad insegnare nella mia vecchia scuola. Avrei dovuto sentirmi dispiaciuto, ma Antonello prende le cose così da Sfinge che ti impedisce di provare qualsiasi emozione o sensazione per le sue vicissitudini, il che è un sollievo (contraddizione?).

Vabbhè, ho dimenticato di chiedergli del Pitagora.

Written by stefanauss

lunedì.15.ottobre.2007 a 1:15

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