∞ Stefanauss ∞

una sana overdose di me.

Archive for ottobre 2007

The Capo

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A lui cosa chiederebbero? [ipotizzando che la testa sbuchi dalla scrivania]
A lui chiederebbero?
[Ipotizzando che Il Capo sbuchi da oltre la scrivania.]

Non ho idea del perché e del percome ma com’è che ogni santissima volta che mi butto dietro la scrivania di mio padre con l’unico scopo dichiarato di pompare il mio eMule, arriva qualche cliente che rivolto a me (nonostante a un metro ci siano mia madre o Elisa) blatera qualcosa su antine, legno massello, top in marmo, misurazioni da prendere, operai da chiamare?

Questo sempre.

Vesto casual (qualunque cosa significhi, recentemente ho scoperto che il mio abbigliamento potrebbe essere da indie-boy, ma devo approfondire), ho una muscolatura casual (calza molto attillata alle ossa però), anche la mia espressione è un po’ casual (sembro capitato lì per caso quasi sempre).

E allora da dove sbuca quest’attitudine al comando che ispiro??

L’unico che gradirei si rivolgesse per primo a me visto il materiale che alle volte porta in dote, il Signor Postino, punta direttamente Elisa. Sempre.

Mi domando se la spiegazione di questi fenomeni si trovi nel programma di Fisica di quest’anno.

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Written by stefanauss

giovedì.18.ottobre.2007 at 16:48

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Safety Car in this lap.

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Bhe, dunque, tutto sommato l’Uni procede.
E’ come mi aspetterei che fosse una scuola privata: meno casino, aule più grandi, orari implacabili e se perdi qualcosa caspi tuoi visto che paghi.
Seguo Calcolo, Algebra e Fisica. L’unica eccezione è Introduzione all’Informatica, perché uno sono 15 anni almeno che sono introdotto all’Informatica e due così ho il Giovedì tutto libero, come si diceva. E la partita del Giovedì sera è Sacra.

La vera cosa a cui è difficile rifare l’abitudine è la presenza di ragazze in classe: Dea, anche quel complesso di travi inclinate schematizzato sulla lavagna merita attenzione. Per questo posso dare la colpa unicamente alla sfortuna: gli ultimi tre anni li ho trascorsi in una classe decisamente troppo testosteronica, sebbene sia difficile immaginare qualcosa di più femminile del dimensionare il neutro di una linea trifase in bassa tensione (sul serio, esistono neutri pluri-accessoriati e in tantissime colorazioni). Se poi vogliamo farci del male ma del male davvero e rammentare l’ultima volta che la presenza fosse una bella presenza, una tizia da 7 secondi, allora la testa va alle 15 compagne delle medie (che crescendo sono poi divenute tutte materiale per Hugh Hefner). Ma si parla di 15 centimetri fa, in tutte e tre le dimensioni.

>> Il gioco delle coppie <<

I tandem fatti da Docente ed Esercitatori sono estremamente particolari. Almeno quello di Calcolo. Vecchie conoscenze. Il Francese e il Placco. L’ultima avvistamento risaliva al Premio Pitagora dell’anno passato, dove io e Maurice eravamo andati ad ammirare qualche scienziato passo in carne ed ossa con l’unico scopo non dichiarato di migliorare le nostre imitazioni. Le professeur è come un Albus Silente della Matematica, vuoi per la barba bianca, vuoi perché ha sempre in faccia il tipo di sorriso che uno vorrebbe avere quando muore. Non ha voluto dire qualche parola, ma ha riempito le sue lezioni di disegni sulla lavagna, più o meno ad accompagnare i momenti in cui si lancia in aneddoti e filosofia matematica: ed ecco comparire mele, pere, castagne, una locomotiva con matematici francesi al posto dei vagoni, ed infine un coniglio che, estratto da un cilindro, era impegnato in una metafora sul calcolo numerico pieno e sui trucchi e stratagemmi che ci servono per pervenire al risultato. Quel coniglio era decisamente più simile ad una mosca bianca, ad ogni modo molto più in forma dei criceti nelle nostre teste.
Le professeur Jacques è un uomo dalla sguardo dolce, ma di fermi principi. E’ sua ferma convinzione che fa parte dei suoi compiti abituarci ad essere attivi per molto più delle due ore che l’orario ci concede di passare avec Le Professeur. In fondo nessuno lavora per solo due ore al giorno e smette dopo pochi anni. Capita quindi che quella che ritenevo un’Istituzione, la campanella, soccomba e che una lezione di due ore ne diventi una di tre. Bel golpe, Jacques.

Alla fine i nostri sguardi si sono di nuovo incrociati. Razionalmente, non ne potrei essere del tutto certo con la sua abitudine a roteare gli occhi annoiato o a socchiudere le palpebre con pazienza molto finta, ma ci conosciamo. I primi cinque secondi di conversazione tra me e lui:

≫ (mi vede).. -_-
≫ Anche io sono felice di vederla.
≫ Chi ti dice che io sia felice di vederti?
≫ Lei non nasconde bene le emozioni.

Segue lezione da autentico Dottor House fatto Professore, quindi ordinaria routine tra umiliazioni a giovani e affascinanti studentesse, malcelate allusioni al nostro futuro precario ed in generale quella voglia eccitata di evidenziare la nostra inadeguatezza a vivere. Magnifico xD.
Mi ci sono fermato dopo a parlare con Antonello, una bella chiacchierata. Dopo due anni a Catanzaro (città totalmente inadeguata ad un concerto di musica Hip-Hop tra le altre cose, ergo inutile) sarebbero state scusabili anche delle difficoltà di respirazione, invece sbuffava sicuro e deciso tra un racconto e l’altro. Mi ha raccontato che probabilmente tornerà a Crotone, ad insegnare nella mia vecchia scuola. Avrei dovuto sentirmi dispiaciuto, ma Antonello prende le cose così da Sfinge che ti impedisce di provare qualsiasi emozione o sensazione per le sue vicissitudini, il che è un sollievo (contraddizione?).

Vabbhè, ho dimenticato di chiedergli del Pitagora.

Written by stefanauss

lunedì.15.ottobre.2007 at 1:15

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Si parte sotto Safety Car

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Ho bevuto un mojito a metà
Ed ho perso la mia libertà
{Pino Daniele – Rhum & Coca}

Non avevo mai ascoltato questa canzone prima di stamattina, non la stavo davvero ascoltando nemmeno stamattina. Ciò non toglie che fosse proprio ciò che stavo pensando nel preciso istante in cui la radio ha deciso di suonarla.. io credo alle coincidenze nel senso probabilistico del termine, esistono, sono coincidenze e stop. Ciò non toglie che la frequenza FM dei miei pensieri avrei proprio voglia di conoscerla, mi attira l’assenza di un vero palinsesto, trasmissioni molto diverse tra loro e dai, pure la musica on air.
Certo, sono sicuro la ricezione sia molto disturbata, ma è bello pensare che qualche radioamatore potrebbe essere sintonizzato (ho grande stima dei radioamatori, gente curiosa che trascorre tantissime ore in un silenzio bibliotecario, a saldare e dissaldare la propria curiosità).

Si (ri)comincia oggi. Per ora siamo I Soliti Sospetti.
Io ho bisogno di un orologio.
A Frà serve un posto dove stare, perché per ora sono troppi, ma credo l’ubiquità per il momento se la farà bastare.
E bhè, a Silvia basta smettere di frequentare pezzi di pane come Mrs. Marisa.

Stamane ho fotografato l’orario e ehi, ho tutto il Giovedì libero. E pare vedrò più spesso quel bell’uomo che è Mauro. =)

Infine una confidenza: l’ansia per il momento in cui il mio e il suo sguardo si incroceranno di nuovo sta salendo, è inutile nasconderlo.

Written by stefanauss

lunedì.1.ottobre.2007 at 9:40

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