A grande richiesta: il brevetto RadioBread
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Potete usare i set 1 e 2 di virgolette con le parole grande e richiesta a seconda del vostro gusto. Il mio consiglio è di usare il Set #1 per “richiesta” e il #2 per “grande”.
Il panino che vedete sopra ha raggiunto la ormai venerabile età di 4 anni (spiacenti muffe di tutto il mondo, quel panino non esiste più già da tempo; nacque solo per essere ricordato) ed è il risultato di
A) Una sfida creativa tra due persone la cui idea di inventore è più vicina al’Archimede schiavizzato da Zio Paperone sulle pagine di Topolino piuttosto che a Thomas Edison, Meucci o Bell.
B) Troppo tempo libero.
I componenti del prototipo di RadioBread includono: pane duro di qualche giorno, una radio-cuffia, un coltello. Il panino-prototipo sorride grazie ad un pennarello indelebile, ma negli schemi costruttivi era prevista la possibilità di ottenere un’espressione di felicità meno cancerogena sostituendo quel particolare componente con del cioccolato per pasticcieri, in tubetto, ad esempio.
Il guanto di sfida è stata una RadioPen: la mia concorrente, credo durante una lezione di matematica, ha divelto una di quelle penne grosse come vibratori, dotate di una dozzina di colori da scegliere a seconda del contrasto adatto al proprio diario scolastico, per inserire al posto dell’arcobaleno di inchiostri una mini-radio. Ottimo diversivo per le lezioni noiose. Mi risulta che il tutto fosse funzionante, non ricordo bene.
L’idea mi piacque, lo spirito competitivo ha fatto il resto. Avevo anche fame, probabilmente. Comunque adesso spiego perché, secondo me, ho vinto io. A parte l’ovvio primato estetico (le penne multi-color sono orribili di default, figurarsi ad infilarci una radio senza poterla richiudere completamente), il mio RadioBread funziona perfettamente sia come radio che come panino (non nella variante leucemica in fotografia, chiaro) mentre la RadioPen non consentirà mai alla sua autrice di scrivere sul diario il testo di Giudizi Universali.
C’è da dire che è possibile che io sia prevenuto. Le penne multi-color sono state fonte di gioie e dolori. Durante le lezioni mi capitava inconsciamente di prenderne una in mano (quasi sempre non era mia) e cominciare ad antistressarmici su, per esempio facendo scattare improvvisamente una delle cannucce d’inchiostro per poter sentire l’eco della molla, oppure cercando di far scendere il massimo numero di cannucce possibili. Spesso però la molla saltava d’improvviso, pizzicando a velocità folle un minuscolo lembo di pelle di un malcapitato dito rimasto errante nella parte superiore.
È che con me gli scarabocchi sul quaderno, i disegni sul banco, proprio non funzionavano come distrazione. Il rapporto conflittuale con le penne multicolore è andato avanti fino a quando non è divenuto troppo imbarazzante possederne una, un momento che convenzionalmente faccio risalire al primo giorno di prima media. Un amore-odio che è dunque rimasto in sospeso e che farà la gioia del mio terapista immaginario.




Mmm. Non ho capito l’utilità del RadioBread se la musica se l’ascolta lui, come da immagine.
Gli scatti sono fuorvinati e nella descrizione non è chiarito dove sia la radio, sembra più un post promozionale per i pennoni.
Debbi affinare la tecnica.
(I pennoni sono delle Signor Penne, che danno quel che ricevono. Io li amavo e loro amavano me, non mi hanno mai fatto del male. Chissà cosa hai fatto scrivere loro per meritarti quel trattamento. Mi hanno maltrattata le penne con tre o quattro colori: facevo fare loro i compiti…)
Aspasia
lunedì.12.aprile.2010 alle 19:03
Il fatto che tu non comprenda un dettaglio tecnico è intrinseco nella natura di dettaglio tecnico =)
Per capire dov’è la radio basta usare un po’ di immaginazione, senza neanche svegliare la logica a scossoni. In casi disperati, una leggera lettura tra le righe ([..] senza poterla richiudere completamente [..]) aiuta xD
Niente xD La loro corsa è sempre stata a vuoto, un po’ come su un tapis roulant.
stefanauss
martedì.27.aprile.2010 alle 17:32
La frase che poni alla mia attenzione era riferita, nel testo, alla pen: è troppo facile decontestualizzarla a proprio agio.
Ovvio che avevo capito ciò che sibillinamente afferma il testo, ma perchè sono dotata di un intuito superiore.
Però questo avrebbe dovuto essere un post didascalico, come tutte le pubblictà.
Solo le automobili godono di spot non didascali… aahhh, ora ho capito! XD
Aspasia
mercoledì.28.aprile.2010 alle 8:58
La frase era riferita ad un confronto tra i due. Troppo facile ecc. ecc. xD
Ad ogni modo, l’importante è che tu o il tuo intuito abbiate funzionato. Voglio che leggano solo persone che sappiano capire, quindi non c’è questione xD
E non è vero, ne godono anche i profumi (intera categoria) e molte altre isole felici.
stefanauss
mercoledì.28.aprile.2010 alle 11:30